IL DIO "UNICO"

 "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.  Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. "

Dio è la SS. Trinità.
Il Dio dei musulmani nega che Cristo unigenito figlio di Dio sia Dio; il dio, dunque, che adorano è lo stesso?
No. Semplicemente perchè se due enti hanno caratteristiche ( tra l'altro essenziali) diverse evidentemente non sono la stessa cosa.
Se il credente della religione Mario adora il dio A con caratteristiche ( 1, 4, 7) e il credente della religione Franco adora il dio B con caratteristiche (1, 4, 9, ) come si può pensare  che i due enti siano la stessa cosa?
Nel caso specifico della  religione  musulmana nemmeno possiamo parlare di conoscenza "imperfetta" riconducibile al dio ignoto che San Paolo cita nelle Scritture per convertire i greci, semplicemente perchè quel dio era "neutro"  rispetto alla SS. Trinità,  invece l'Islam nel Corano non solo conosce l'esistenza del  Dio Trinitario ma si oppone apertamente concetto stesso.
Adesso sembra palese che è impensabile che chi concepisce un dio che nega Gesù Cristo lo stia oltremodo pregando. E' una contraddizione in termini.

"Dicono i giudei: “Esdra è figlio di Allah”; e i nazareni dicono: “Il Messia è figlio di Allah” . Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah . Quanto sono fuorviati!"
SURA  9;30 CORANO


VEDIAMO COSA DICE SANT'ALFONSO SUI MUSULMANI:


"In questo secolo settimo uscì l'empia setta Maomettana. L'istoria di Maometto già mi trovo di averla scritta nella mia opera della Verità della Fede1; ma non voglio qui tralasciare di darne un breve saggio. Maometto fondatore di questa setta micidiale, che ha infettata la maggior parte del mondo cristiano, nacque nell'Arabia all'anno 568. secondo il Fleury2, da famiglia illustre. Morto il padre, fu applicato da un suo zio alla mercatura. Essendo poi in età di 28 anni, fu preso prima per fattore e poi per marito da una vedova nobile e ricca, chiamata Kadia3. Fu educato nell'idolatria; ma avanzato nell'età deliberò di mutar religione, e di farla mutare a tutti gli arabi, ch'erano idolatri, con propagare, come dicea, la religione antica di Adamo, di Abramo, di Noè e de' profeti, fra' quali annoverava anche Gesù Cristo. Finse per molto tempo di aver colloquj familiari coll'arcangelo s. Gabriele nella grotta d'Hira, situata poco distante dalla Mecca, ov'egli spesso si ritirava. Nell'anno poi 6084, essendo Maometto di 40 anni, cominciò a dichiararsi profeta ispirato da Dio, e per tale si fece tenere a principio da' suoi parenti e domestici; quindi cominciò a predicare in pubblico nella Mecca, riprovando l'idolatria. La gente in quei principj poco gli dava orecchio, richiedendo da lui qualche miracolo in prova della sua missione. Rispondeva egli ch'era mandato da Dio non a far miracoli, ma solo a predicar la verità. Con tutto ciò l'impostore nel suo Alcorano vanta d'aver fatto un miracolo, ma molto ridicolo; dicendo che, essendo caduto un pezzo della luna nella sua manica, egli avea saputo racconciarlo: e perciò poi l'imperio dei Maomettani ha l'impresa della mezza luna. Maometto avea pubblicato che Dio gli avea imposto precetto di non forzare gli uomini a tenere la sua religione; ma trovandosi appresso perseguitato da' Meccani, dichiarò che Dio gli avea comandato di perseguitare gli infedeli coll'armi, e così propagar la fede; e di poi visse perciò sempre in guerra. Quindi gli riuscì di farsi signore della Mecca; ed ivi piantò le sede della sua setta, ed ebbe l'intento prima di sua morte di vedere tutte le tribù dell'Arabia fatte sue seguaci.

Maometto compose poi l'Alcorano (Alcoran, cioè la lettura, o come diciamo noi, la scrittura) coll'aiuto, come dicesi, di un certo monaco chiamato Sergio. L'Alcorano è un miscuglio di precetti della legge giudaica e della cristiana, e di altri da esso inventati, confuso poi con molte favole e false rivelazioni. Egli ammettea la missione di Mosè e di Gesù Cristo. Ammetteva ancora molte parti della nostra sacra scrittura; ma dicea che la sua legge perfezionava e riformava la giudaica e la cristiana. Ma in verità ella discrepava dall'una e dall'altra. Credeva Maometto esservi un Dio; ma dicea poi nel suo Alcorano molte cose indegne di Dio, mischiate con mille contraddizioni, che si possono leggere nella mentovata mia opera della Fede. Dicea che ogni giudeo o cristiano si salva osservando la sua legge, benché lasciasse una legge per un'altra. Dicea che gl'infedeli staranno per sempre all'inferno; ma che quelli che credono ad un solo Dio, vi staranno solo per qualche tempo e non più di mille anni, e che poi tutti anderanno alla casa della pace, cioè del paradiso. Ma il paradiso che promettea Maometto, era tale, com'egli se lo figurava,che si vergognerebbero di starvi anche le bestie; poiché questo suo paradiso altri piaceri non dava che sensuali e sozzi. Lascio di scrivere altre inezie dell'Alcorano, che possono leggersi nella citata mia opera.

I Maomettani si radono il capo, come si sa, e vi lasciano una chiocchetta di capelli, e sperano che per quella Maometto potrà cavarli dall'inferno, anche dopo che alcuni di loro vi fossero caduti. La legge di Maometto permette più mogli sino al numero di quattro, e comanda che almeno se ne prenda una, e concede il ripudio per due volte. Proibisce poi il disputare sopra l'Alcorano e le scritture sacre; e questo fu un ritrovato molto efficace del demonio per fare e seguire a fare una perpetua strage di tante povere anime, acciocché le misere vivessero sempre nella loro ignoranza e così restassero per sempre accecate e perdute. Finalmente nell'anno 631 morì Maometto in età di 63 anni, avendone regnati nove in circa, dopo aver conquistata quasi tutta l'Arabia, e steso il suo dominio per 400 leghe lontano da Medina tanto a levante, quanto a mezzo giorno. Lasciò poi Aboubecro uno dei suoi primi discepoli, che fece altri acquisti. Succedettero indi altri capi della setta, chiamati Califfi, che rovinarono l'imperio de' persiani, e conquistarono la Siria e l'Egitto."











Adesso possiamo confrontare ciò che dice ha detto un dottore della Chiesa  con quanto dice il Concilio:



La religione musulmana

" La Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra (5), che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come vi si è sottomesso anche Abramo, a cui la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano tuttavia come profeta; onorano la sua madre vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno del giudizio, quando Dio retribuirà tutti gli uomini risuscitati. Così pure hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio, soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno.

Se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà."






Lumen Gentium 16

"Ma il disegno di salvezza abbraccia anche coloro che riconoscono il Creatore, e tra questi in particolare i musulmani, i quali, professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso che giudicherà gli uomini nel giorno finale."


Qui concludiamo in relazione in particolare alle parole su Abramo terminiamo  con le parole di Nostro Signore:
 Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?».  Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre;  se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.  So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi.  Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!». 
Gli risposero: «Il nostro padre è Abramo». Rispose Gesù: «Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo!  Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l'ha fatto.  Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero: «Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!».  Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.  Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole,  voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna.  A me, invece, voi non credete, perché dico la verità.  Chi di voi può convincermi di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete?  Chi è da Dio ascolta le parole di Dio: per questo voi non le ascoltate, perché non siete da Dio».