PROFETI DI SVENTURA


Il secolo in cui si svolge il Concilio Vaticano II è il secolo di Fatima.
Nelle apparizione ai tre pastorelli, Maria SS. parla dei castighi e dell'inferno che spetta ai peccatori impenitenti.
Quando a Papa Roncalli venne fatto leggere il terzo segreto, lo stesso disse che non riguardava il suo pontificato e  quindi non ritenne opportuno svelarlo.




PROFETI DI SVENTURA


Il Concilio Vaticano II si apre con un discorso di Giovanni XXIII che è rimasto famoso soprattutto per le parole che il Pontefice pronunciò su quelli  che Lui stesso definì profeti di sventura.
"......Spesso infatti avviene, come abbiamo sperimentato nell’adempiere il quotidiano ministero apostolico, che, non senza offesa per le Nostre orecchie, ci vengano riferite le voci di alcuni che, sebbene accesi di zelo per la religione, valutano però i fatti senza sufficiente obiettività né prudente giudizio. Nelle attuali condizioni della società umana essi non sono capaci di vedere altro che rovine e guai; vanno dicendo che i nostri tempi, se si confrontano con i secoli passati, risultano del tutto peggiori; e arrivano fino al punto di comportarsi come se non avessero nulla da imparare dalla storia, che è maestra di vita, e come se ai tempi dei precedenti Concili tutto procedesse felicemente quanto alla dottrina cristiana, alla morale, alla giusta libertà della Chiesa.  A Noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo. ..... "
Giovanni XXIII


Il discorso può essere ritenuto la chiave di lettura dell' impostazione molti documenti Conciliari e che questi siano stati fatti "male" ce ne possono dare la conferma i discorsi di Paolo VI , il quale li firmò e ne vede i primi frutti:


"La Chiesa attraversa, oggi,un momento di inquietudine.Taluni si esercitano nell'autocritica, si direbbe perfino nell'autodemolizione.È come un rivolgimento interiore acuto e complesso, che nessuno si sarebbe atteso dopo il Concilio. (..) La Chiesa viene colpita da chi ne fa parte."
Paolo VI 1968



Tre anni dopo Paolo VI riferendosi alla situazione della Chiesa nell'omelia  del 29 giugno 1972 affermò:
"di avere la sensazione che da qualche fessura sia entrato il fumo di satana nel tempio di Dio. C'è il dubbio, l'incertezza, la problematica, l'inquietudine, l'insoddisfazione, il confronto. Non ci si fida della Chiesa (...) È entrato il dubbio nelle nostre coscienze ed è entrato per le finestre che invece dovevano essere aperte alla luce (...) Anche nella Chiesa regna questo stato di incertezza; si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È  invece venuta una giornata di nuvole, di tempetsa, di buoio, di ricerca, di incertezza (...)"



Senza voler giudicare le intenzioni di Giovanni XXIII, val la pena ricordare che Dio nelle Sacre Scritture, mai hai risparmiato parole di fuoco contro gli impenitenti e contro le nazioni che lo oltraggiavano.
Nell'impossibilità di citare tutti i casi di promesse di castighi che riempono praticamente tutta la Sacra Scrittura ne citeremo due che valgono per tutti.
Uno è tratto dal libro di Geremia e l'altro di Nostro Signore Gesù Cristo.

Così dice il Signore degli eserciti: «Non ascoltate le parole dei profeti che profetizzano per voi; essi vi fanno credere cose vane, vi annunziano fantasie
del loro cuore, non quanto viene dalla bocca del Signore.

Essi dicono a coloro
che disprezzano la parola del Signore:
Voi avrete la pace!
e a quanti seguono la caparbietà del loro cuore
dicono: Non vi coglierà la sventura.

Ma chi ha assistito al consiglio del Signore, chi l'ha visto e ha udito la sua parola? Chi ha ascoltato la sua parola e vi ha obbedito?

Ecco la tempesta del Signore, il suo furore si scatena,
una tempesta travolgente
si abbatte sul capo dei malvagi.
Non cesserà l'ira del Signore,
finché non abbia compiuto e attuato
i progetti del suo cuore.
Alla fine dei giorni comprenderete tutto!
Io non ho inviato questi profeti
ed essi corrono;
non ho parlato a loro
ed essi profetizzano.
Se hanno assistito al mio consiglio,
facciano udire le mie parole al mio popolo
e li distolgano dalla loro condotta perversa
e dalla malvagità delle loro azioni.

Che cosa ha in comune la paglia con il grano?

Oracolo del Signore.
La mia parola non è forse come il fuoco
- oracolo del Signore -
e come un martello che spacca la roccia?

Geremia


«Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, 11 e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo.  Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni,trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza.  Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa;  io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome.  Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà.  Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.
Ma quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che la sua devastazione è vicina.  Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli in campagna non tornino in città; saranno infatti giorni di vendetta, perché tutto ciò che è stato scritto si compia. Guai alle donne che sono incinte e allattano in quei giorni, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli;
Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.

Luca 21



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